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Tropea

Tropea (Tropaea in latino e Τράπεια in greco antico) è un comune italiano di 6.590 abitanti della provincia di Vibo Valentia in Calabria.

Storia

Stemmad’Aragona d’AlbaGiffone[3]

La storia di Tropea inizia in epoca romana, quando lungo la costa Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano. A sud di Tropea i Romani avevano costruito un porto commerciale, vicino l’attuale Santa Domenica, a Formicoli (toponimo derivato da una corruzione di Foro di Ercole), di cui parlano Plinio e Strabone.

La leggenda vuole che il fondatore sia stato Ercole quando, di ritorno dalla Spagna (Colonne d’Ercole), si fermò sulla Costa degli Dei. Nelle zone limitrofe sono state rinvenute tombe di origine magno-greca.

Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana (attestato dalla cava di granito che sorge a circa 2 km dall’abitato, nell’attuale comune di Parghelia) sia in epoca bizantina; molti sono i resti lasciati dal bizantini, come la chiesa sul promontorio o le mura cittadine. Dopo un lungo assedio, la città fu strappata ai bizantini dai Normanni, sotto i quali prosperò. Tropea continuò a prosperare anche sotto il dominio degli Aragonesi.

Il 4 febbraio 2016 nasce il Club Unesco Tropea Costa degli Dei.[4]

Monumenti e luoghi di interesse

Tropea il convento della Pietà.JPG Palazzo Giffone Tropea 2.jpg
A sinistra la foto del convento della Pietà (2012),[5] a destra Palazzo Giffone (2012)

Chiesa di Tropea sul promontorio (2009)

Nota località balneare sul mar Tirreno a sud-ovest di Vibo Valentia ed a nord di Capo Vaticano, ha un monastero di Francescani di notevole importanza e la Cattedrale Normanna del 1100. Di notevole interesse il centro storico, con i palazzi nobiliari del ‘700 e dell”800 arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante. Interessanti sono i “portali” dei palazzi che rappresentavano le famiglie nobiliari; alcuni sono dotati di grossecisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, che successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi ormeggiate sotto la rupe di Tropea.

È presente un museo privato degli antichi mestieri di Calabria e una mostra permanente di modellismo ferroviario, inaugurata nel gennaio 2012 presso la biblioteca comunale “Albino Lorenzo[6].

Il 21 marzo, in onore di San Giuseppe, viene celebrata un festa tradizionale con un pranzo offerto ai devoti, due processioni tra le Sante Messe, gruppi musicali durante la serata e fuochi artificiali.

Il 23 marzo di ogni anno nella “Contrada dell’Annunziata” si svolge una grande fiera, che si snoda per le vie di Tropea, visitata da migliaia di persone, provenienti da tutto il Vibonese. I commercianti ambulanti provenienti da tutta la Calabria e anche da fuori Regione, espongono di tutto, dagli articoli introvabili e stravaganti, agli animali, ai prodotti tipici. Un tempo era la fiera del bestiame di ogni specie che si svolgeva nelle vicinanze della Chiesa dell’Annunziata.

Il Venerdì Santo, all’imbrunire, una suggestiva processione attraversa le vie della città. Apre la processione un grande stendardo brunito, seguito dalle varie confraternite con il cappuccio abbassato sul viso. Un uomo scalzo e con una corona di spine in testa innalza una grande croce nera. Dietro di lui un’artistica e antica bara, dalle pareti di cristallo, su cui giace un Cristo morto. Dietro ancora, la statua della Madonna Addolorata che cerca di raggiungere il Figlio. Le donne seguono la Statua della Madonna cantando le “lamentazioni”, cantici e antiche nenie.

Il 3 maggio si festeggia I tri da’ Cruci. Questa festa commemora l’Invenzione della Santa Croce, giustificata dal fatto che, un tempo, all’inizio di via Umberto I, sorgeva un tempietto con tre Croci. A fine serata la sagoma di un cammello, imbottito di fuochi d’artificio, balla al ritmo frenetico della caricatumbula. La Pro Loco Tropea, assieme ad un comitato appositamente costituito, si occupa dell’organizzazione dell’evento – che riprende i giochi tipici dei festeggiamenti popolari, come la gara dei sacchi, quelle della pasta abbruscenti o delle pignatte – per rendere la festa sempre più bella.

Nel mese di dicembre la Pro loco organizza, spesso, una rappresentazione del presepe vivente con attori che interpretano gli antichi mestieri. La rappresentazione è resa più realistica dalle scenografie e dalla presenza di animali in carne ed ossa. Le vie del centro sono animate dalla presenza di luminarie ed ogni mattina è allietata dal tradizionale suono della zampogna.

Fonte: wikipedia